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la casa editrice morano di napoli è una delle più antiche d'italia ed è forse la sola che, per più di un secolo e mezzo, dalla fondazione ad oggi, sia rimasta ininterrottamente, di padre in figlio, nelle mani di coloro cui la ditta s'intitola. nata nel 1849 da un atto di fede risorgimentale, ad opera di vincenzo morano, un professore del liceo di cosenza, trasferitosi a napoli, essa ha avuto dalla sua stessa origine il segno della sua vocazione: contro tutti gli scoramenti passeggeri tener desta la fiducia nella serietà della cultura.
la storia della casa editrice, documentata dalle carte ora conservate dalla biblioteca della società napoletana di storia patria, è una significativa testimonianza di quotidiana ostinata resistenza ai soprusi, ai controlli, agli ostacoli, opposti dal governo borbonico a ogni autentica attività culturale. aggirando i divieti e i sospetti con la tenacia prudente, l'editore antonio morano, succeduto al fratello vincenzo, tra il 1849 e il 1860, riuscì a pubblicare libri d'alta cultura, quali la storia del concilio di trento dello sforza-pallavicino, le opere del segneri, un'edizione delle opere di g.b. vico. la vigile e sospettosa censura reazionaria non permise altro. ma era già molto. la diffusione degli scritti del vico fu particolarmente utile alla preparazione intellettuale dei patrioti meridionali rimasti in patria e datisi con rinnovato fervore agli studi. uno fra questi, il gatti, poté poi dire a nicola nisco, allora esule: "i morano hanno il gran merito di non averci fatto dimenticare di leggere". dopo il glorioso e miracoloso sessanta, nello spirito di rinnovamento della città e della nazione, l'animoso editore si accinse a una grande collezione, raccogliendo in trentasei volumi tutte le opere edite e inedite di vincenzo gioberti.
ma il libro che doveva rimanere quasi il blasone di nobiltà editoriale dei morano è la storia della letteratura italiana di francesco de sanctis, il capolavoro della nostra storiografia letteraria, pubblicata da morano, nel primo volume, nell'agosto 1870, nella imminenza di un'altra data fatidica del nostro risorgimento.
con l'opera desanctisiana, altri libri degni di ricordo furono dai morano diffusi nella penisola: di bertrando spaventa, di francesco fiorentino, di luigi settembrini, di nicola nisco, di ruggiero bonghi, di francesco acri, di luigi amabile, di vittorio imbriani, di michele lacava, di federico verdinois, di benedetto bonazzi, di michele kerbaker, per non fare che qualche nome fra i molti insigni e egregi che figurano fra gli autori della casa.
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